27 ottobre 1963,Ferrini insegue Sivori


Il clima che si respira in una stracittadina è diverso da qualsiasi altra partita La rivalità tra Juventus e Torino negli anni si è conformata quasi come una sfida ideologica. Da una parte l’aristocrazia del calcio, ricca, potente e abituata a vincere. Dall’altra invece il proletariato e la classe media, gente abituata a sudare e a faticare per ottenere qualsiasi cosa. Il tutto ha ovviamente contribuito ad accendere ancora di più la rivalità tra le due squadre e le rispettive tifoserie. Prima ancora dei grandi derby degli anni ’70 in cui le due squadre spesso si contendevano anche il titolo nazionale, ci sono stati alcuni incontri passati alla storia per intensità e cattiveria agonistica, piuttosto che per l’importanza della posta in palio.

Negli anni ’60 infatti grazie alla presenza di grandi personaggi come Omar Sivori tra le fila della Vecchia Signora e di Giorigio Ferrini in granata, i derby vivevano un duello nel duello. Uno degli esempi più eclatanti è sicuramente quel Juventus-Torino del 27 ottobre 1963quando allo stadio Comunale i bianconeri vincono per 3 a 1, ma il risultato passa presto in secondo piano, fino quasi a diventare superfluo. La partita infatti diventa famosa per la rissa incredibile che scoppia nel finale di gara. La miccia nasce dall’ennesimo screzio fra Sivori e Ferrini e finisce con il coinvolgere quasi tutti i giocatori in una scazzottata in mezzo al campo, diventata un’immagine simbolo del derby di Torino.


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