Un gruppo di tifosi marchigiani a Cairo:”Il Toro è fuoco vivo!”

Un gruppo di tifosi marchigiani scrive al Presidente Cairo.

Caro Presidente, mi chiamo Franco Paradisi e Le parlo a nome di tanti tifosi del Toro della provincia di Ancona, quale Presidente del “TORO club Le Tre Valli-Jesi” e Le dico, con la massima educazione e serenità ma anche con la dovuta grinta ed il doveroso coraggio, che noi tifosi del TORO non ce la facciamo più, siamo delusi ed amareggiati, dopo 13 anni di chiacchiere tante e fatti pochi. In particolare, non riusciamo a capire come un imprenditore di successo come Lei che ha vinto, anzi stravinto, battaglie epocali in campi assai difficili quali l’editoria e la pubblicità, un imprenditore come Lei che ormai è il numero uno, indiscusso ed incontrastato, in tanti campi, un imprenditore come Lei che può vantarsi, a ragione, di aver avuto una madre granata, uno come Lei, solo nel calcio e solo col TORO, accetti la mediocrità, privilegi il pressapochismo, non abbia desiderio di vittoria e predominio. Squadre zoppe e mai completate (sono almeno 10 anni che aspettiamo un buon centrocampista, abile nella doppia fase!), mercati all’insegna del barboneggiamento (con acquisti magari dopo 3 anni, con la squadra altrui presa per sfinimento!) e nessuno slancio, nessuna volontà di invertire quella tendenza che vede i bimbi di Torino ormai quasi tutti “strisciati” ed i commentatori che ormai parlano del TORO come club di seconda fascia senza possibilità e senza sogni da inseguire. Noi siamo del TORO, Signor Presidente, ed il TORO, non so se ha avuto modo di accorgersene, è amore, è passione infinita, è ricordo, è fuoco vivo: Lei, non so se scientemente, sta facendo di tutto per spegnere passione e fuoco. Nessuno Le chiede CR7 ma vorrei non aver mai visto Amauri per Cerci (“quel” Cerci) all’ultimo giorno di mercato! Ci dimostri che, se vuole, può, anche nel calcio; che anche col TORO ha orgoglio e voglia di protagonismo; che non si piega ai poteri forti; che ama, almeno un pochino, quella splendida creatura che il Fato Le ha dato in dono! Vorremmo poterci ricredere nei Suoi confronti; La prego, trasformi questa nostra frustrazione in grinta positiva e, per una volta, se può e vuole, CI STUPISCA!

DITE LA VOSTRA!