Una lacrima sul treno mentre vai a lavorare


Torna Due Pali e una Traversa di Matteo Virano.

In questo momento, non trovo le parole per descrivere Emiliano Mondonico. Allora le prendo in prestito da Vasco Rossi. Emiliano Mondonico è stato “un equilibrio sopra la follia”.
Una persona straordinaria, che ha saputo unire la classe e la bontà di un galantuomo con il fuoco della passione per la vita e per il proprio lavoro.
Non l’ho conosciuto come giocatore, ma come allenatore, prima, e come opinionista, poi, si è rivelato un prezioso esempio per tutti. Allenatore sopra la follia (positiva) della passione dei tifosi, opinionista sopra la follia (negativa) del calcio moderno incancrenito dalle plusvalenze.
Ha lottato con dignità contro un male più forte di lui, riuscendo a sconfiggerlo in una battaglia, come un indiano contro i cow boys, come un granata contro un bianconero. Non ha vinto la guerra, è vero, ma ha lottato. Non arrendersi mai qualunque cosa accada, sempre con un sorriso, questo è l’insegnamento di Emiliano Mondonico. Con un sorriso, certo, ma alzando la sedia al cielo contro le forze oscure, se necessario.
Per un “ragazzo” degli anni ’80 come me, Emiliano Mondonico è la personificazione dei concetti più puri di Toro: onorare la maglia (sempre) e vincere un trofeo (di tanto in tanto). Solo il primo non è sufficiente, solo il secondo è roba da gobbi, lui l’aveva capito. I suoi tre moschettieri della difesa, Annoni, Bruno e Policano (in rigoroso ordine alfabetico) e le finali di Amsterdam e Roma non le cambierei con nessuno scudetto (del bilancio).
Per onorare Emiliano Mondonico, non basterà un minuto scarso di silenzio alla prossima partita ed una targhetta in una piazza di provincia. Occorrerà ridare vita al Torino Calcio, riaccendere quella fiamma quasi spenta. Visti i tempi che corrono, probabilmente sarà un tentativo inutile ma, per la miseria, proviamoci, come ha fatto lui nel corso di tutta la sua vita da uomo perbene. Glielo dobbiamo.
Ecco, ora mi vengono in mente le parole per descrivere Emiliano Mondonico. Una lacrima sul treno mentre vai a lavorare in un giorno qualsiasi, un sorriso pochi secondi dopo perché sai che lui sarà sempre accanto a te.
Ti voglio bene, Mondo.

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