Bruno:”Ci sono delle rivalita’ storiche che vanno rispettate”

“Ci sono delle rivalità storiche che vanno rispettate,non ho mai visto i giocatori del River Plate baciare ed abbracciare i giocatori del Boca dopo una sconfitta.
Se qualcuno si è sentito offeso perchè li ho definiti indegni sono problemi loro,questo che sto vedendo ora non è Toro.”


Febbraio,entriamo nel mese del derby di ritorno e ci risuonano in testa le parole spese da Pasquale Bruno,uno che non le ha mai mandate a dire sia in campo sia fuori.

Per lui,avendo indossato in precedenza la maglia dei pigiami,il derby era qualcosa che gli scorreva dentro.

Alla Juve fu un onesto giocatore uno dei tanti,senza infamia e senza lode,ma al Toro Pasquale trovo’ la sua vera dimensione.

In una sontuosa difesa formata da Annoni,Benedetti,Cravero e Fusi,Pasquale si inseriva alla perfezione.,guerrieri a guardia della porta di Marchegiani.

Io quando giocavo entravo sempre duro e non rinnego niente. Gli arbitri all’epoca si divertivano ad ammonirmi o cacciarmi fuori. La marcatura a uomo rendeva il calcio più sentimentale. Ora che non c’è più non abbiamo più un difensore degno di nota o quasi.

Pasquale era soprannominato O’ Animale per la sua grinta agonistica,caratteristica che gli fece collezionare in sedici anni di calcio italiano oltre cento ammonizioni, numerosi cartellini rossi e una cinquantina di giornate di squalifica:durante un derby venne espulso,si scaglio’ contro l’arbitro,successivamente placcato da Lentini,altrimenti non sarebbero bastate le  otto giornate di squalifica che si prese.

                «In campo mi dicevano di tutto e io mi regolavo di conseguenza»

Squalifica di 8 giornate per aver, successivamente alla notifica del provvedimento di espulsione, dapprima chiesto al direttore di gara, in modo concitato, spiegazione sulla decisione disciplinare, e quindi, ignorando l’ invito ad allontanarsi, cercato di avvicinarsi all’ arbitro, in ciò impedito da un compagno che lo tratteneva a distanza di circa un metro e poi dal capitano della squadra che accorreva in aiuto; per aver poi reiteratamente tentato di liberarsi dei compagni di squadra con l’ intento veemente carico di implicito quanto intenso significato minaccioso di riavvicinarsi al direttore di gara, obiettivo scongiurato da alcuni componenti della panchina del Torino che a forza lo bloccavano e a fatica lo portavano verso l’ ingresso degli spogliatoi; per aver nel tragitto che lo conduceva fuori dal campo, ancora e più volte cercato di liberarsi dai compagni di squadra che lo avevano immobilizzato. Solo dopo due minuti e trenta secondi il gioco poteva riprendere.

Ultimamente i derby per il Toro sono diventati un vero calvario,gente come Bruno,Annoni e Policano ci manca tremendamente…

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