Luis Müller,la bionda e la Ferrari

Luis Müller,la bionda e la Ferrari

Luis Müller aveva poco cervello, più soldi di quanti gli servissero, una Ferrari Testarossa in garage, molte notti da riempire e una moglie tra i piedi. A fregarlo fu la moglie. Era bionda, troppo bionda. Si chiamava Jussara Mendes Bumbum.

Un giorno di dicembre del 1988, Jussara se ne andò di casa, sbatté la porta, ci ripensò, tornò indietro, riaprì la porta. Lui era ancora lì. “O me o Torino”, disse la donna.

“Addio.” Fu così che il centravanti brasiliano del Torino Luis Muller restò solo. Per poco.

Due mesi dopo,  Luis Müller volò a San Paolo con un mazzo di ventuno rose rosse. “Jussara, ti amo ancora.” Le rose si erano appassite, l’amore no. “Torni con me a Torino?” Non ci fu bisogno di risposte. Saltò il derby con la Juve, mise nei guai il Toro, rimise a posto la sua vita matrimoniale. Per poco.

Era giugno, il Toro si giocava a Lecce la salvezza. La sera prima lo videro tornare in albergo alle tre della mattina, avvinghiato a Jussara: era ubriaco e felice. Il Toro retrocesse in B. L’amore si salvò grazie alla classifica avulsa. Sembrava potesse durare in eterno. Durò poco.

Jussara non gli bastava, comprò donne un tanto a notte, una botta e via. Si separarono, lei tornò in Brasile, lui tornò se stesso, si presentò in ritiro e annunciò: “Sono un uomo nuovo: ho divorziato”. Il presidente del Toro Borsano gli mise paterno una mano sulla spalla: “È un uomo nuovo: ha divorziato”. Era quasi commosso.  Per cinque mesi Luis e Jussara non si frequentarono. Furono cinque mesi di notti allegre, buone partite e qualche gol.

A Natale Luis Müller volò in Brasile. Tornò dopo quindici giorni, ma non da solo. “Il divorzio? No, non abbiamo mai divorziato”, cinguettò Jussara a una tv locale. Dieci metri più in là Luis suonava impaziente il clacson della Testarossa: “Jussaraaaaa…” Sgommò, e sgommando da bullo finì la sua avventura italiana. Si lasciò dietro pochi gol, molto fumo e una moglie che lo amava, nonostante tutto.

Luis Müller tornò in Italia qualche anno dopo, per un ingaggio a tempo nel Perugia di Gaucci: appesantito, con una luce grigia negli occhi, senza Ferrari e senza Jussara. Disse che stavolta avevano divorziato, ma non sembrava convinto.
Un giorno Muller ha mollato Jussara e la famiglia. Si è invaghito di una 17enne, ha divorziato. Luis ha poi avuto la crisi mistica, è diventato pastore evangelico. Celebrava messe vivaci tipo Taribo West a Milano, cantava come James Brown nei “Blues Brothers” e predicava: Ricordate! Anche Dio ha giocato in un mare di non conoscenza”.

TRATTO da da  “Bidoni – L’incubo” di Furio Zara, Kowalski editore, Milano

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