Mazzarri,con lui i bomber si esaltano

Dicono di lui che sia un allenatore capace di far rendere al meglio tutti i suoi calciatori, anche quelli meno dotati tecnicamente.

Dicono di lui che sia un tecnico bravo a centrare ogni anno l’obiettivo che gli chiede la società di appartenenza (dalla salvezza con la Reggina alla qualificazione in Champions League col Napoli).

Dicono di lui anche e soprattutto che il suo gioco riesca ad esaltare le doti dei centravanti che ha a disposizione.
Nel Campionato di Serie B 2003/04 (al termine del quale Mazzarri riportò il Livorno in Serie A dopo 55 anni) il centravanti riuscì a realizzare ben 29 reti.
Da segnalare, nello stesso campionato, anche le 24 reti messe a segno da Igor Protti.

Il vero miracolo di Mazzarri, a detta di molti, fu la salvezza con la Reggina nel 2006/07.
Partendo con 11 punti di penalizzazione, Mazzarri riuscì a toccare quota 40 punti (e quindi 51 punti conquistati sul campo) regalando la permanenza in Serie A ai calabresi.
Il grande trascinatore di quella Reggina fu Rolando Bianchi.
Il bomber bergamasco fu protagonista di una grandissima annata conclusa con 20 goal stagionali (18 in Campionato e 2 in Coppa Italia).
Con Mazzarri furono ottime anche le cifre di Nicola Amoruso.
Il centravanti pugliese, nelle 2 stagioni disputate alla Reggina col tecnico livornese (2005/06 e 2006/07), realizzò complessivamente 28 reti in Serie A (e pensare che, nelle stagioni precedenti, difficilmente riusciva ad arrivare in doppia cifra…)

Durante la sua avventura alla Sampdoria, invece, Mazzarri (oltre ad aver rivitalizzato Antonio Cassano), ebbe il grande merito di dare la svolta decisiva alla carriera di Giampaolo Pazzini.

Il bomber di Pescia, reduce da stagioni anonime alla Fiorentina, approdò in blucerchiato nel gennaio del 2009.

Con Mazzarri lavorò per soli 5 mesi (da gennaio a maggio), ma in quei 5 mesi riuscì a realizzare ben 15 goal stagionali (11 in Campionato, 4 in Coppa Italia) in appena 23 partite disputate, portando la Sampdoria ad un passo dalla conquista della Coppa Italia, persa solo ai rigori contro la Lazio, all’Olimpico.

La carriera di Mazzarri è però legata a doppio filo a quella di Edinson Cavani.

Nell’estate del 2010 (con il tecnico livornese già sulla panchina del Napoli da una stagione) Aurelio De Laurentiis acquistò Cavani dal Palermo per poco più di 16 milioni di euro.

Il 23enne uruguaiano era senza dubbio un buon calciatore che, sia a Palermo che in nazionale, veniva spesso schierato come punta esterna in un tridente.

Mazzarri lo schierò come centravanti trasformando Cavani in una vera e propria macchina da goal.

Con gli azzurri, in 3 stagioni, il bomber uruguaiano ha messo a segno ben 104 reti (78 in Campionato, 19 nelle Coppe Europee, 6 in Coppa Italia ed 1 in Supercoppa Italiana).
Il gioco di Walter Mazzarri non sarà spettacolare e sarà sicuramente basato su una difesa solida e su veloci ripartenze, ma è tremendamente efficace ed esalta le qualità dei bomber.

Bianchi ha recentemente parlato di Mazzarri a Toro.it

“L’ho conosciuto a Reggio Calabria, sono talmente legato a lui da averlo chiamato per convincerlo a venire al Toro quando giocavo sotto la Mole. E’ un grande allenatore: sa dare un gioco ben preciso alla sua squadra, è in grado di tirare fuori il meglio dai giocatori, gestisce alla perfezione il gruppo. E c’è anche un altro aspetto fondamentale. Con lui, c’è la certezza che gli attaccanti segnino caterve di gol. E tra gli esempi ci sono proprio io: ero partito con una tripletta, poi non trovai la rete per diverse partite e Mazzarri mi disse «Stai tranquillo, tornerai a segnare». Lui riesce ad immedesimarsi nei giocatori e capire le loro difficoltà, infondendo loro fiducia e aiutandoli ad uscire dai tunnel bui. E successe proprio così anche con me, infatti non mi fermai più e riuscimmo a salvarci con la Reggina. Sono sicuro che accadrà la stessa cosa con Belotti, con il mister riuscirà a sbloccarsi.E lo stesso varrà per gli altri, come Ljajic e Niang per ora deludenti e al di sotto delle aspettative. Sarà Mazzarri a trovare la soluzione giusta e a fare rendere al massimo la squadra: il Toro uscirà dagli alti e bassi di questa prima parte di campionato, con lui i tifosi torneranno a divertirsi nel veder giocare i granata».
A questo Toro, manca un po’ di continuità di risultati, non solo nel breve ma anche nel lungo periodo. Tuttavia, secondo me ci sono tutte le basi per tornare stabilmente in Europa”.

COMMENTA L'ARTICOLO