Gramellini:”Ho perso la testa per Mazzarri”

Torna Granata da legare di Massimo Gramellini in questa puntata racconta come ha visto l’arrivo di Mazzarri:

“Ho perso la testa per papà Mazzarri, il nostro nuovo allenatore (ehi, abbiamo un allenatore!). Mi sento come un orfano che, dopo un lungo viaggio tra paludi venturiane e strapiombi serbi, riposa di nuovo al caldo tra braccia sicure. Anche se il bosco rimane irto di trappole a forma di Var (Violenze a ripetizione), con arbitri che guardano il televisore solo per ribaltare le decisioni a noi favorevoli e confermare quelle a noi avverse, nel rispetto dell’articolo 0 comma unico del regolamento che recita: «Se un pigiama abbatte Acquah o un bolognese accoltella Baselli, il gioco può continuare con rinnovata delizia e i notiziari sportivi sbattersene allegramente». Se invece il Toro ottiene un vantaggio dalla Var (uno in venti partite), e mi riferisco all’espulsione di Immobile in Lazio-Toro, se ne parlerà per mesi sui giornali, trasformandolo nella prova di un complotto della Crusca ai danni del sor Lotito (non vogliono che vada in Champions a esportare i congiuntivi). Lo ammetto: quando parlo di Immobile non sono sereno. Se un giocatore lascia il Toro, deve avere il buongusto di scomparire nell’anonimato come Peres e Benassi. Se invece si mette a fare il capocannoniere o diventa uomo-mercato come Verdi, a me viene la cervicale. Vorrei essere più sportivo. Invece sono un tifoso schizofrenico che dopo l’amaro derby di Coppa già profetizzava lo spareggio salvezza contro il Crotone, ma a cui è bastato un 3 a 0 al Bologna per guardare al sesto posto come a un giaciglio raggiungibile. Tutto merito di papà Mazzarri. Stesso modulo, stessi uomini, squadra diversa. Quando si dice: la mano dell’allenatore. Di lui mi piacciono anche i difetti. Mi piace che sia un monomaniaco ossessivo, uno che persino mentre è al cinema a guardare Star Trek pensa a come fermare il Sassuolo. Mi piace che si concentri sulla difesa: le case, caro Miha, si costruiscono dalle fondamenta e non dal tetto. E mi piace che si sia presentato in panchina senza nulla di granata addosso, né sciarpe, né cravatte: la prova che non è un paraculo. Lo adoro. Se trasformerà cinque mihapareggi in altrettante mazza-vittorie, nel ritorno incasseremo 35 punti invece dei 25 dell’andata. Il totale farebbe 60, record nell’era dei tre punti e sesto posto quasi assicurato. Quasi, perché la «compagnia del Var» farà di tutto per spingere il China-Milan in Europa. Per fortuna nostra, i rossoneri sono come il Toro fino alla settimana scorsa: hanno un grande ex calciatore in panchina. Noi adesso abbiamo un allenatore.”

Fonte Corriere della sera 

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