“Alla faccia dei gufi,a cavallo del mio Toro”

Torna Due Pali e una Traversa 

Mi piace tornare a scrivere di Toro, quando il Toro mi emoziona, nel bene e nel male. Negli ultimi tempi calma piatta, poi ieri un sussulto. L’episodio centrale della serata, anzi il doppio episodio, è stato senza dubbio quello protagonista della Var. Immobile chiede il rigore e si prende invece l’espulsione. Ad essere onesti, il rigore c’era e l’espulsione no, al massimo un cartellino giallo. Magari sono poco obiettivo, Ciro mi è rimasto nel cuore. Era l’80% del Cercimmobile, l’ultimo capocannoniere, il più forte giocatore che ho visto dal vivo con la maglia del Toro. E finiamola con la solita storiella del mercenario che è voluto andare alla Lazio per stipendio e trofei, perché non ci crede più nemmeno Cairo. Spiaciuto per lui e per il mio fantacalcio, ma felicissimo per il mio Toro. Perché Ciro ormai è il passato, perché io tifo Toro, sempre e comunque, perché non ho mai tifato contro nemmeno ai tempi dell’ultimo giropalla paludato di Ventura, e mi disgusta chi lo fa ora contro Sinisa. Il suo gioco, semplice per carità, quando quasi tutti sono in forma e contro le cosiddette “grandi”, spesso funziona. Partita falsata dall’arbitro, anzi dalla Var. Ma dobbiamo forse ricordare tutte quelle falsate dalla moviola contro di noi? Ho perso il conto. E poi c’è stato un primo tempo equilibrato, in undici contro undici, anzi con leggera prevalenza granata. E poi, in altre occasioni, saremmo stati in grado di pareggiarla o addirittura di perderla nel secondo tempo. E, invece, a parte la solita amnesia difensiva, c’è stato un predominio netto con l’uomo in più. Anzi, gli uomini in più. Sirigu ha salvato il risultato in un paio di occasioni, come gli capita spesso di fare. Non ha la grinta di Bucci e di Sereni, ma teniamocelo bello stretto. Della sicurezza che fornisce N’Koulou ormai è superfluo parlare. Il quasi esodato Burdisso, arrivato per caso come l’ultimo dei Carlao, è diventato una colonna al posto di Moretti e di Lyanco, non proprio due mediocri. Rincon, spesso criticato da molti, per tante partite è stato l’unico vero centrocampista in campo, ed ora, con maggior supporto, può dimostrare il suo vero valore. Valdifiori non mi piacerà mai, ma nel modulo a tre può anche dire la sua. Berenguer non mi sentivo di giudicarlo fino a ieri e non mi sento di giudicarlo oggi, ma che goal, ragazzi. Unico vero neo, Belotti, che il recupero frettoloso per le disastrose partite con l’Italia ci ha riconsegnato più simile ad un Meggio (lo dico con simpatia) che ad un Gallo. Forza capitano, torna Capitano. Ma la nota più lieta, credo saremo tutti d’accordo, è stato Edera, non solo per il goal, non solo ieri sera. Raramente mi è successo di vedere un giocatore, giovane e subentrante, non sbagliare praticamente un pallone. E, soprattutto, metterci sempre l’anima. A me ricorda molto Bernardeschi, spero che umanamente sia di ben altro livello. Si dice tifi per i gobbi. Bene, Sinisa, schieralo titolare nel derby e l’occasione per vederlo esultare non mancherà. Quando, come ieri, mi sento un po’ pessimista, spesso il Toro mi smentisce e fa l’impresa. Bene, allora, mi sento di dire che sabato il Napoli ci piallerà e che Sinisa non mangerà il panettone. Alla faccia dei gufi, a cavallo del mio Toro.

Di Matteo Virano

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